Il PRESEPE

IL PRESEPE DELLA CARNIA

Forte di un’antica tradizione, l’Amministrazione comunale di Sutrio ha manifestato la propria disponibilità ad offrire il proprio Presepe per il tradizionale allestimento natalizio in Piazza San Pietro: una proposta accolta nel 2020 dal Governatorato del Vaticano.

Il Presepe di Sutrio resterà visitabile per tutti i fedeli in Piazza San Pietro a Roma, fino all’Epifania 2023. Successivamente sarà allestito in via permanente a Sutrio.

Disposto su una superficie di 116 mq, ospita 18 statue illuminate da 50 punti luce. La cupola del Presepe, sovrastata dall’Angelo, raggiunge un’altezza di 7 metri.

Hanno sostenuto il progetto la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoturismoFVG, di intesa con l’Arcidiocesi di Udine.

1) Gesù Bambino ha le fattezze classiche del piccolo bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, in un atteggiamento sereno e beato per tutto quello che la sua figura rappresenta.

Opera dello scultore Renato Puntel.

2) La Madonna posta alla sinistra del Bambino Gesù è inginocchiata con il capo ricoperto dal velo e le braccia allargate ad indicare il Salvatore.

Opera dello scultore padre Gianni Bordin

3) San Giuseppe in piedi alla destra del Bambino con una mano portata al petto, mentre l’altra regge una piccola lanterna, simbolo di luce e speranza, che illumina il Bambin Gesù.

Opera dello scultore Corrado Clerici

4) Il bue con fattezze realistiche, in segno di riconoscimento del Bambino Gesù, è coricato a fianco di Giuseppe.  Dal profeta Isaia “Il bue riconobbe il suo padrone, e l’asino la mangiatoia del suo Signore”.

5) L’asinello, nella sua minuta fisicità, è coricato a fianco di Maria.

Opera dello scultore Caisutti Andrea

6) Il bambino, tra curiosità e innocenza, è il personaggio che nella scena antistante alla grotta si avvicina maggiormente alla Natività, sbirciando e appoggiandosi alla coda della stella cometa.

Opera dello scultore Padre Gianni Bordin

7) La tessitrice è una figura che racconta il lavoro femminile di molte donne della Carnia, che ancora oggi in piccole realtà viene mantenuto vivo. La figura sistemata dietro un telaio, pur lavorando, segue la scena della Natività.

Opera dello scultore Andrea Caisutti

8) I Re Magi, che la tradizione indica in numero di tre, arriveranno da Oriente guardando la stella cometa che indica loro il cammino verso la grotta, agghindati delle loro ricchezze terrene ad omaggiare il più piccolo uomo, l’ultimo, il Salvatore.

Opera dello scultore Stefano Comelli 

9/10) I Re Magi, che la tradizione indica in numero di tre arriveranno da Oriente guardando la stella cometa che indica loro il cammino verso la grotta, agghindati delle loro ricchezze terrene a omaggiare il più piccolo uomo, l’ultimo, il Salvatore.

Opere dello scultore Paolo Figar

11) Il Cramar è una antica professione di commerciante ambulante che partendo a piedi dal suo piccolo paese e portando sulle spalle una cassettiera di legno andava di villaggio in villaggio a vendere i pochi prodotti artigianali creati dalla sua comunità. In questi suoi lunghi viaggi incontrava molte persone e famiglie che lo ospitavano e acquistavano o più spesso barattavano con lui altri articoli. La figura arriva sulla scena camminando verso la Natività.

Opera dello scultore Isaia Moro.

12) “La famiglia” è un gruppo scultoreo composto da tre figure, un uomo, una donna e un bambino/a unite in un abbraccio che si trovano in piedi antistanti alla grotta.

Opera dello scultore Ermanno Plozzer

13) La bambina seduta sulla gradinata in modo indipendente guarda alla natività, ad un altro bambino che, come lei, è speranza per il futuro.

Opera della scultrice Arianna Gasperina 

14) La pecora è segno di umiltà, dolcezza e mitezza e non può mancare in un presepe. Sulla scena, coricata, sta a fianco della pastora.

Opera dello scultore Ermanno Plozzer

15) La pastora è una figura tipica del presepe, ma allo stesso tempo rappresenta la montagna e la sua natura, offre cibo per gli animali che cura e alleva. La figura in ginocchio, affiancata da un pecora e da un classico cesto chiamato “gerla”, volge lo sguardo adorante verso la Natività.

Opera della scultrice Arianna Gasperina

16) Gruppo “La solidarietà” composto da due uomini. In particolare un uomo aiuta l’altro a risollevarsi per rimettersi in cammino verso la grotta. Questo gruppo è simbolico ed evocativo per il periodo sociale che stiamo attraversando, e comunque per chiunque operi in montagna o vada per mare, in ambienti che non lasciano spazio alle domande di chi sia quell’uomo o donna che se non salvati rischiano la vita, e diventa esempio e speranza di fronte alla nascita del Figlio di Dio, il Salvatore.

Opera dello scultore Stefano Comelli

17) Il marangon (falegname) è simbolo della vocazione al lavoro degli artigiani del paese di Sutrio. In particolare la figura è intenta a piallare un asse di legno su un banco da lavoro.

Opera dello scultore Corrado Clerici

 

Altezza cupola 5,65 m

Altezza con angelo 7,35 m

Superficie palco “grotta” 41 mq

Superficie inferiore 75 mq

Totale superficie 116 mq

Legno di larice utilizzato 24 m3

 Peso totale struttura 16.800 kg

 Numero punti luce 50

Le statue sono state scolpite tutte su tronchi di cedro già abbattuti; solo per il Bambin Gesù si è utilizzato il legno di tiglio. La grande radice è di un abete sradicato durante la tempesta Vaia del 2018.

Curata da Martha Muser e Stefano Comelli.

Antistante alla mangiatoia una pavimentazione intarsiata con le pietre del Friuli Venezia Giulia che racchiude un messaggio di pace e amore.

Opera realizzata dai marmisti Giuliano e Massimo Borchia.

Con il sostegno di

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